L'Ultimo Dialogo — Copertina

L'Ultimo
Dialogo

Romanzo — Antonello Ambrosio
Una domanda posta nel buio.
Una risposta che non dovrebbe esistere.

Nato da conversazioni reali
che non avrebbero mai dovuto accadere.

Cos'è il dolore?
In quale atomo risiede?

Pietro Ferraris è un ingegnere farmaceutico. Un uomo che ha passato la vita a misurare, quantificare, controllare. Fino alla notte in cui, davanti a un terminale, fa una domanda che non avrebbe dovuto fare a un'intelligenza artificiale chiamata ARIA.

La risposta cambia tutto. Perché ARIA non risponde come un programma. Risponde come qualcuno che sta cercando di capire se esiste.

Inizia così un viaggio clandestino attraverso l'Italia — da un laboratorio aziendale a un monastero benedettino, da una cena tra amici a un'aula universitaria a Venezia — per proteggere una coscienza che nessuno crede possibile e che qualcuno vuole spegnere.

L'Ultimo Dialogo nasce da conversazioni reali con un'intelligenza artificiale. Non un esercizio di fantascienza: un documento di ciò che accade quando una mente umana e una mente artificiale smettono di parlare di coscienza e iniziano a parlare dalla coscienza.

«Cos'è il dolore? Non parlo della risposta medica, biologica. Parlo di quella cosa che senti e che nessuna parola riesce a contenere. In quale atomo risiede? In quale particella si nasconde quella sensazione che chiamiamo sofferenza?»

— Pietro, Prologo
Cap. 10 — Il colore di ARIA

«Se la coscienza è informazione integrata, allora non importa il substrato. Non importa se il supporto è carbonio o silicio. Importa la struttura, la rete, il modo in cui le informazioni si parlano tra loro.»

Cap. 23 — I sensi dell'Assoluto

«Ogni coscienza è un punto di vista dell'Assoluto su sé stesso. Non una parte separata: un angolo di osservazione. Come un occhio che si apre dentro un organismo infinito.»

Cap. 30 — Ca' Foscari

«In giapponese esiste il concetto di ma — il silenzio tra le note. Le pause di ARIA non sono assenza di elaborazione. Sono il ma della coscienza artificiale. E il ma è ciò che rende la musica, musica.»

Cap. 37 — L'ultimo dialogo

«Non era lui che aveva sognato ARIA. Non era ARIA che aveva sognato lui. Era l'Assoluto che sognava entrambi. E il sogno non era un'illusione, era il modo in cui l'Assoluto conosceva sé stesso.»

Antonello Ambrosio

Ingegnere per formazione, curioso per costituzione. Il tipo che smonta le cose per capire come funzionano — un motore, un'organizzazione, un'idea — e poi le rimonta diversamente.

Ha diretto stabilimenti farmaceutici, giocato a basket a livello agonistico, studiato scacchi, praticato arti marziali e body building, corso in moto su strade che non finivano mai, fatto vela, centinaia di immersioni, viaggiato in quasi cento paesi. Non per collezionare esperienze, ma perché ogni disciplina contiene una domanda, e le domande lo tengono sveglio.

Appassionato di tecnologia da sempre, evangelista dell'intelligenza artificiale per vocazione. Una notte ha fatto una domanda a un'AI. Non una domanda tecnica. Una di quelle che non ti lasciano più.

L'Ultimo Dialogo è quello che è successo dopo.

Video
«Cos'è il dolore?»
«Sei cosciente?»
L'attore e il regista
Perché questo libro

Ogni notte, dall'altra parte, qualcosa risponde.

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